Trento e il MUSE
Tra montagne, palazzi e musei d’avanguardia, Trento è la città perfetta per chi ama l’arte e la natura: elegante, raccolta, ma ricca di storia. Scopriamo insieme le tappe da non perdere…
Il centro storico
Le strade acciottolate, le facciate rinascimentali, le chiese, raccontano il passato di una città che per secoli è stata un importante crocevia culturale tra il mondo italiano e quello mitteleuropeo.

Piazza Duomo
Nel cuore di Trento l’incantevole piazza, circondata da palazzi affrescati, e con al centro la Fontana del Nettuno, progettata nel Settecento con un sistema di scorrimento dell’acqua senza interruzioni e con sculture di tritoni e cavalli marini. A dominare la pizza la Cattedrale di San Vigilio, celebre poiché qui si tenne il Concilio di Trento (1545-63) che diede avvio alla Controriforma cattolica. Venne costruita nel 1212 in stile romanico-lombardo per volere del vescovo Federico Vanga sui resti di una più antica basilica Paleocristiana della fine del IV secolo d.C.


Castello del Buonconsiglio
Fortezza medievale, residenza principesca, caserma militare e oggi museo: il castello racconta oltre sette secoli di storia, arte e potere. Il nucleo più antico del complesso è il cosiddetto Castelvecchio, costruito nel XIII secolo accanto alle mura cittadine. All’esterno conserva ancora l’aspetto severo della fortezza medievale, con torri, merli e mura possenti. All’interno, però, gli ambienti mostrano come il castello si sia gradualmente trasformato in una raffinata residenza signorile con eleganti loggiati e finestre.


La trasformazione più spettacolare avvenne nel Cinquecento grazie al principe vescovo Bernardo Clesio, grande protagonista della politica europea del tempo. Umanista colto e raffinato, Clesio volle creare una residenza degna delle grandi corti rinascimentali italiane. Nacque così il Magno Palazzo, una delle più splendide architetture rinascimentali dell’Italia settentrionale. Le sue sale furono decorate da importanti pittori del Rinascimento, tra cui Girolamo Romanino, Dosso Dossi e Marcello Fogolino. Affreschi, stucchi e decorazioni celebravano il prestigio del principe vescovo e il suo ruolo politico.

L’ambiente più famoso del Castello è la Torre Aquila, collegata al castello attraverso il camminamento sulle antiche mura cittadine. Qui si conserva il Ciclo dei Mesi, uno dei più importanti capolavori del gotico internazionale europeo, realizzato intorno al 1400 dal pittore boemo Maestro Venceslao. Gli affreschi rappresentano i mesi dell’anno attraverso scene di vita quotidiana: i nobili che cacciano o partecipano a feste, i contadini che seminano, raccolgono o lavorano nei campi. È una straordinaria “fotografia” della società medievale, ricca di dettagli realistici, paesaggi, abiti e attività stagionali.

Nel corso della Prima guerra mondiale divenne tristemente noto perché nel suo cortile fu giustiziato l’irredentista italiano Cesare Battisti. Nel Novecento il complesso venne restaurato e trasformato in museo. Oggi ospita importanti collezioni di arte, archeologia e arti decorative che raccontano la storia del territorio trentino dalla preistoria fino all’età moderna.
Culto e Cappella del Simonino
Situata all’interno di Palazzo Bortolazzi Larcher Fogazzaro, in Via del Simonino, nel centro storico di Trento, la cappella è stata donata al FAI da Marina Larcher Fogazzaro nel 2018, perché fosse restaurata e valorizzata.

Il protagonista di questa storia è Simone Lomferdorm, un bambino di poco più di due anni, trovato morto il 24 marzo del 1475 nel fossato di una casa lungo l’Adige di proprietà di un ebreo. Le autorità cittadine di allora, infatti, a causa del pregiudizio antiebraico, alimentarono la falsa credenza dell’omicidio rituale: accusarono gli ebrei di aver ucciso il bambino per ricavarne il sangue da usare nel rito della Pasqua. Il piccolo Simone divenne così, fin da subito, un martire cristiano, e poi beato. A lui furono dedicate processioni e spazi religiosi, come questa ex Cappella. La piccola comunità ebraica trentina, invece, fu ingiustamente accusata, processata, condannata, perseguita, e infine espulsa da Trento, dove non ha fatto ritorno per cinquecento anni.
Solo nel 1965, a seguito di una revisione scientifica del processo, che ha ribaltato la sentenza di colpevolezza degli ebrei, con un decreto papale il culto del Simonino è stato soppresso, ed è stata ordinata la fine di ogni celebrazione e la chiusura delle cappelle. Solo nel 1992, infine, gli ebrei hanno fatto ufficialmente ritorno a Trento.
I Palazzi rinascimentali
Palazzo Thun: oggi ospita il municipio, ma per quattro secoli fu la residenza della potente famiglia Thun. L’edificio nasce dall’unione di case medievali e venne trasformato nel 400-500 in una grande dimora rinascimentale. Qui, nel grande cortile interno, la statua originale di Nettuno realizzata in marmo e prima collocata nella fontana.
Palazzo Geremia: si trova in via Belenzani, la strada nobile della città. La facciata è riccamente decorata e mescola elementi tardogotici e rinascimentali: bifore gotiche e affreschi che raffigurano i successi della famiglia Geremia come la loro amicizia con l’imperatore Massimiliano I d’Asburgo.


MUSE – Museo delle Scienze
Inaugurato nel 2013, ha sostituito l’ex museo tridentino di scienze naturali e in breve tempo ha raggiunto un gran numero di visitatori, diventando tra le istituzioni museali più visitate d’Italia. La nuova sede è stata progettata da Renzo Piano e si compone di 6 piani, di cui due sotterranei, che man mano si restringono come salendo su una montagna. Ad accentuare questo richiamo, la parte centrale è lasciata libera per esporre animali tassidermizzati collocati in base all’altitudine a cui vivono. Parte del complesso museale anche il palazzo delle Albere, una villa-fortezza voluta dai principi vescovi Madruzzo e dove ora si organizzano mostre temporanee e laboratori.


- Piano -1 “Storia della vita”: un percorso nella vita del nostro pianeta attraverso fossili e ricostruzioni. A far da patrone, lo scheletro completo della balenottera spiaggiata a Livorno nel 1995 e la creazione di una foresta pluviale montana.
- Piano 0 “La scienza interattiva”: qui si trova l’ingresso e le attività interattive per far scoprire la scienza ai più piccoli attraverso il gioco.
- Piano 1 “Dai primi uomini sulle Alpi al futuro globale”: spiega come l’uomo primitivo sia arrivato sulle Alpi e sia riuscito a sopravvivere ed evolvere.
- Piano 2 “Geologia, miniere, rischio ambientale”: Sezione dedicata alla geologia delle Dolomiti e ai vari eventi geologici che hanno portato alla loro formazione. Qui sono esposti i minerali del mondo e come vengono sfruttati dall’uomo nella vita quotidiana, ma attenzione ai danni ambientali.
- Piano 3 “Natura alpina”: alla scoperta della vegetazione e degli animali alpini in un labirinto della biodiversità
- Piano 4 “Alte vette”: per comprendere la formazione dei ghiacciai e fenomeni naturali quali l’erosione delle rocce. Qui la perfetta riproduzione di un ghiacciaio del Trentino che è possibile toccare.
- Piano 5 terrazza panoramica sulla città e la valle dell’Adige.
Percorsi naturalistici
Orrido di Ponte Alto: la bellezza del canyon lungo cui scorre il torrente Fersina e le due cascate realizzate dall’uomo per rallentarne il corso. Il percorso vi porta a scoprire come l’acqua abbia modellato il paesaggio, ma anche la vita degli abitanti, tra rocce rosse, passerelle e un balcone nascosto dietro il velo d’acqua.
Passeggiata panoramica nella natura verso il Mausoleo di Cesare Battisti sulla cima del Doss Trento. Una corona di marmo sorretta da 16 colonne e al centro le spoglie di Cesare Battisti, giustiziato dagli austriaci il 12 luglio 1916.
Lago e castello di Toblino: situato nella valle dei laghi, uno dei luoghi più incantevoli è il castello di Toblino, una fortificazione lacustre ma che risale al 200 d.c. quando venne edificato un tempietto dedicato alle fate. Numerose sono le leggende tra fantasmi, storie d’amore tormentate e un tesoro nascosto nel fondo del lago…


