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Santa Sofia, da museo a moschea.

È notizia di questi giorni che il museo della Santa Sofia in Turchia è stato convertito nuovamente in moschea.

Fu fondata nel 360 da Costante II, figlio di Costantino, nella sua città: Costantinopoli (odierna Istanbul). Si trattava di una cattedrale cristiana, ma nel 1453 fu trasformata in moschea da Maometto e nel 1935 divenne un museo e patrimonio dell’Unesco!
Questo aveva permesso ai tanti visitatori di vedere sia gli elementi cristiani originari, sia le modifiche funzionali al culto islamico, in una combinazione di culture e religioni diverse.

Adesso il presidente Erdogan ha preso il controllo e, per il suo progetto politico, ha deciso di mettere al centro del Paese la religione islamica. Pare che i visitatori saranno ammessi, ma non si sa se gli elementi della religione cattolica verranno eliminati.

Ma scopriamone di più sulla storia della Santa Sofia e le sue particolarità:

Il nome non fa riferimento a una santa vera e propria, ma Hagia Sophia significa “divina sapienza”, quindi è dedicata alla sapienza, la saggezza!

All’esterno appare come una moschea con gli elementi tipici dell’architettura orientale: le 4 torri alte e strette sono dette minareti e hanno una copertura conica che si staglia sul mare. Inoltre sono presenti molte piccole cupole che circondano la grandissima cupola centrale.

L’architettura è molto complessa ed è tra i monumenti più grandiosi dell’arte medievale. I pellegrini del tempo la descrivono come un ambiente misterioso, un labirinto vastissimo di cui non si trovava l’uscita e si riteneva fosse stata realizzata dagli angeli perché gli uomini non sarebbero stati capaci di replicarla.

Nel 404 un incendio bruci la chiesa a causa di una rivolta popolare e così fu ricostruita nel 415 per volere di Teodosio II.
A causa di altri incendi e rivolte, la chiesa verrà ricostruita nel 537 con Giustiniano che affidò i lavori a Isidoro di Mileto e Antemio di Tralle, architetti e matematici che calcolarono come realizzare un edificio così grande.

Siete curiosi di sapere com’è all’interno?

Dopo aver attraversato l’ingresso ci troviamo nel nartece, una sorta di corridoio in cui si svolgevano dei riti. Qui si incontravano il patriarca e l’imperatore per entrare insieme e dimostrare la loro alleanza.

Da qui si entra nella Basilica vera e propria:

Un’enorme navata con 4 pilastri alti 40 m che sorreggono la cupola e, tra i pilastri laterali, troviamo una fila di colonne che nascondono le altre 2 navate a destra e sinistra.
Sopra le navate laterali vi erano i matronei, spazi riservati alla corte dell’imperatrice.

Ancora più in alto ci sono le piccole, ma numerose finestre che illuminano l’edificio. Oltre alla luce del sole, la luminosità proviene anche dall’oro delle decorazioni e i ricchi mosaici. Per il resto la Santa Sofia è ricoperta di marmo, dalle colonne fino al pavimento che ha venature blu che ricordano le onde del mare.

Ad attirare l’attenzione sono degli elementi aggiunti dal culto islamico: 8 enormi dischi con il nome del profeta e dei suoi successori in oro con sfondo verde scuro.

Nonostante fosse pensata come chiesa cristiana, non sono presenti quadri che raffigurano i santi, forse perché si pensava che per celebrare Dio non fossero necessarie le immagini, ma bastava il simbolo della croce. Oppure perché, vista la struttura particolare e le molte finistre, non c’era spazio sulle pareti.

Un’immagine cristiana è un mosaico presente nell’abside che raffigura la Madonna in trono con in braccio Gesù Bambino.

Nella speranza che vengano conservati i mosaici e gli altri elementi originari, ricordiamo con questo articolo l’unicità e la storia di questo meraviglioso patrimonio artistico.

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