I 3 palazzi più belli di Milano: Clerici – Litta – Turati.
Alla scoperta di 3 luoghi di Milano tra storia, arte, nobiltà e bellezza.
Palazzo Clerici


L’architettura venne costruita nel Seicento ed era proprietà della famiglia Visconti di Somma Lombardo. Nella metà del secolo Giorgione Clerici riuscì ad acquistare il palazzo grazie alle ricchezze ottenute con il commercio della seta e con il prestito ad usura.
Fu però con il nipote, Anton Giorgio, che il palazzo venne ristrutturato e arricchito. Siamo nel 1733 e i lavori non riguardano tanto l’esterno, che restò piuttosto semplice, ma gli interni. Le sale vennero ricoperte di affreschi, stucchi, arazzi, decorazioni dorate, diventando uno dei maggiori esempi di arte Rococò a Milano.

Questa è la sala da ballo su due piani e balconata dai toni verde chiarissimo. Ma la sala più famosa è la splendida Galleria degli Arazzi! Il pittore scelto fu il più celebre del tempo: Gian Battista Tiepolo che nel 1740 realizzò sul soffitto La corsa del carro del Sole tra le divinità dell’Olimpo.

Troviamo al centro Apollo invaso dalla luce del Sole con i cavalli visti da sotto in sù. Attorno possiamo riconoscere diverse divinità: la bella Venere con Crono, dio del tempo, ninfe marine accanto a strani delfini, Mercurio con le ali ai piedi…




Lungo la cornice vediamo le allegorie dei 4 continenti: l’Africa è simboleggiata dalla proboscide di un elefante, l’Asia da un cammello, l’America da uomini con copricapi di piume; infine l’Europa presenta le allegorie dell’arte e della musica con puttini che suonano strumenti e tengono tavolozza e pennelli.
Alle pareti della sala si trovano specchiere, arazzi e degli stucchi in rilievo che raffigurano le scene della Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso.
Nel 1768, alla morte di Anton Giorgio, il patrimonio della famiglia era stato dilapidato e così le spese per il palazzo non erano più sostenibili. Fu affittato all’arciduca Ferdinando d’Asburgo-Lorena e Maria Beatrice d’Este che lavoravano per l’imperatrice Maria Teresa d’Austria!
Oggi il palazzo è la sede dell’ISPI, istituto di studi i politica internazionale, ma è possibile prenotare sul sito delle visite all’interno.
Palazzo Litta
Bartolomeo III Arese commissionò la costruzione del palazzo all’architetto più in voga del tempo: Francesco Maria Richini tra 1642-46. Non avendo eredi maschi, le due figlie sposarono un Visconti e un Borromeo e così la proprietà del palazzo divenne Visconti-Borromeo-Arese. Ma anche loro ebbero figlie femmine: Elisabetta e Paola, che sposarono i fratelli Pompeo e Antonio Litta che danno il nome odiano al palazzo. Tutti questi passaggi di proprietà tra famiglie importanti sono dimostrati dalla facciata, in cui si trova un grande stemma che riunisce i simboli delle famiglie.

Al di là di questo palazzo, c’era un immenso parco che arrivava fino al Castello Sforzesco. Per questo in origine la facciata principale era sul lato opposto e guardava verso il castello.
Entrando c’è un meraviglioso scalone d’onore: una rampa centrale che si apre su due rampe distinte.
Da qui si accedeva alle sale principali: il salotto rosso, per il velluto alle pareti, la sala della duchessa con decorazioni a festoni, angioletti, cesti di frutta; mentre gli ambienti del duca sono decorati con temi pastorali e strumenti musicali.



La sala principale è però quella da ballo con specchiere e un soffitto dipinto come fosse aperto verso il cielo per mostrare l‘Apoteosi di un Litta.

Palazzo Litta era importantissimo nel sette-ottocento, si organizzavano feste, banchetti e furono ospiti musicisti come Mozart e Bach; scrittori come Giuseppe Parini, Carlo Goldoni, Ugo Foscolo, Stendhal e, infine, qui entrò anche Napoleone.
Palazzo Turati
I conti Turati fecero costruire nel 1873-76 questo grande palazzo in via Meravigli. Francesco Turati si occupava dell’industria del cotone e scelse uno stile neorinascimentale, basato sugli ideali della bellezza e dell’armonia. L’esterno è rivestito in bugnato con pietre a diamante e diviso in 3 livelli.


Entrando si viene accolti da un cortile centrale circondato da portici con colonne in granito. Durante il Fuori Salone qui si riempie di fiori di tutti i colori ed è possibile visitare il palazzo anche in occasione di eventi o conferenze!



Al primo piano 3 grandi sale: il salottino azzurro con sete, specchiere e oro; la sala Prometeo, chiamata così per il grande camino con la scultura del dio che aveva rubato il fuoco per donarlo agli uomini; e infine la sala da ballo con lo spettacolare affresco.
In cima il terrazzo da cui vedere il paesaggio di tutta Milano!




Palazzo Turati venne colpito dai bombardamenti durante la seconda Guerra Mondiale (1943) e per questo gli interni sono stati ricostruiti. Durante il Novecento qui era ospitato uno dei circoli della nobiltà milanese “Famiglia Meneghina”; ha continuato quindi ad essere un luogo di ritrovi e incontri circondati da tutta questa bellezza.