Arte nel mondo

Abitazioni immerse nella natura

Alla scoperta di 3 abitazioni immerse nella natura, realizzate nei primi del Novecento, e che sono diventate simbolo dell’architettura organica: una perfetta armonia tra ambienti costruiti e ambienti naturali!

Casa sulla Cascata – Frank Lloyd Wright

abitazioni immerse nella natura: casa sulla cascata

Edgar Kauffman era un ricco commerciante di Pittsburgh, ma insieme alla moglie, condivideva la passione per le escursioni e gli sport all’aria aperta. Nel 1935 approva l’innovativo progetto di Frank lloyd Wrigth: una villa immersa nella foresta e al di sopra della cascata del torrente Bear Run! (Pennsylvania).

Non ha una facciata, ma è composta da 3 terrazze principali incastrate nella roccia e che sembrano sospese nel vuoto. Sono in cemento armato e dipinte color albicocca chiaro, mentre i muri sono ricoperti di pietra locale. Gran parte delle pareti sono però vetrate per riempire di luce l’interno e per creare una connessione con la natura circostante: aprendo le finestre la natura sembra entrare in casa! Il proprietario aveva richiesto delle tende per avere maggiore privacy, ma l’architetto si oppose anche perché, in questo modo, la notte, con le luci accese, la casa sarebbe diventata un corpo luminoso nel buio.

abitazioni immerse nella natura

La zona giorno è un open space che comprende soggiorno, cucina, sala da pranzo e spazio studio con scrivania e scaffali, eliminando stanze chiuse e buie. Anche qui il pavimento è ricoperto di pietra come se la casa fosse nata ed emersa direttamente dal suolo. Il punto forte è il camino, fondamentale per il riscaldamento, ma era anche il luogo in cui la famiglia si riuniva, simboleggiando l’armonia e il calore familiare. Proprio dal soggiorno si accede a un passaggio che conduce al laghetto della cascata per permettere un’ulteriore vicinanza con la natura. Infine, nell’angolo est, la scala verso gli ambienti più privati del piano superiore con le camere da letto.

Questa abitazione riunisce spazi ampi e luminosi, ma da la sensazione di un ambiente protetto: come una caverna in cui sentirsi la sicuro e in pace con la natura.

Casa Farnsworth – Mies Van der Rohe

abitazioni immerse nella natura

La committente fu Edith Farnsworth, scrittrice americana, siamo tra il 1945-51 nella città di Plano, Illinois.

Mies Van der Rohe progetta un’abitazione circondata dalla natura e ridotta agli elementi più essenziali. Una superficie rettangolare per il pavimento e una per il tetto, sorretto da pilastri in acciaio e senza muri laterali, bensì formata da vetrate per essere sempre aperta verso l’esterno. All’ingresso, una piattaforma bassa con 4 gradini permette di accedere a una veranda aperta e da qui si può entrare nella casa vera e propria.

Soggiorno, sala da pranzo, camera da letto, sono tutti open space. L’unico elemento divisorio è la struttura centrale in legno che, da un lato funge da armadio con camino, e dall’altro contiene la cucina e il bagno.

Durante la sera, con tutte le luci accese, la casa diventa un rettangolo luminoso, ma Mies aveva pensato a delle tende scorrevoli per consentire un po’ di privacy. Quando Edith Farnsworth vide la casa, ne rimase delusa, fece addirittura causa all’architetto e poi la vendette per trasferirsi in Italia. Anche altri criticarono questo progetto definendolo “acquario per i pesci”, ma in realtà divenne uno degli edifici simbolo dell’architettura del XX secolo:

spazi aperti e ariosi, arredi pregiati e di design, struttura semplice, ma studiata in ogni dettaglio!

Villa Mairea – Alvar Aalto

Altro esempio considerato tra le più belle abitazioni immerse nella natura, è certamente Villa Mairea a Noormarkku (Finlandia), una versione “nordica” dell’architettura organica. Alvar Aalto la progetta per una coppia di amici: Harry Gullichsen, ricco industriale del legno, e la moglie Maire (da cui deriva il nome della casa).

La struttura è semplice: un corpo a L che racchiude una corte interna per mantenere il contatto con la natura, mentre le due ali ospitano la zona giorno e la zona notte. Aalto riesce a unire linee curve e geometriche, modernità e materiali naturali: acciaio, legno, pietra, maioliche…

L’ingresso è anticipato da una tettoia che funge da filtro tra l’esterno del bosco e gli ambienti della casa. Il soggiorno è il fulcro principale che si collega agli altri spazi della casa (sala da pranzo, studio, cucina e biblioteca); mentre al piano superiore le camere da letto. Un motivo ricorrente sono i pali in legno che richiamano i boschi della Finlandia: li vediamo nella veranda, in soggiorno e nella caratteristica scala.

Il corpo principale si allunga poi in un portico che ospita la sauna e si affaccia sulla piscina. Per un perfetto percorso benessere si doveva passare dal caldo della sauna, al freddo rigenerante nell’acqua della piscina, che ha bordo ondulato proprio come i laghi di montagna…

In questo modo si crea un continuo dialogo tra interno ed esterno: un progetto funzionale per l’uomo, ma che conserva il legame con la natura circostante.

abitazioni immerse nella natura

Quale di queste abitazioni immerse nella natura vi affascina di più? Voi ci vivreste?