Il Giovane Arciere di Michelangelo:
Cupido o Apollo?

Siamo nell’estate del 1496, Michelangelo è a Firenze, ma si sta preparando per andare a Roma. Il Cardinale Raffaele Riario aveva infatti richiesto i suoi servigi e le fonti ci dicono che Michelangelo realizzerà il Bacco e “un cupido di marmo quanto il vivo“. [ per la storia del Bacco: https://windowsonart.altervista.org/wp-admin/post.php?post=701&action=edit ]
La statua del Cupido è stata ritrovata solo nel 1996 quando, in occasione di un ricevimento, è stata vista nell’atrio dell’ambasciata francese a New York. Essa si trovava in una posizione particolare: era stata collocata al centro di una fontana; al di sopra di 3 tartarughe e con un basamento simile a un capitello rovesciato che vediamo anche oggi.
Ciò che ha permesso l’identificazione di questo pezzo michelangiolesco è un commento di Aldrovandi; nel 1556 scriveva che nella casa di Jacopo Galli vi era: “un Apollo ignudo con la faretra e le saette a lato e un vaso ai piedi“. Da casa Galli l’opera era passata poi a Villa Borghese, dove nel Settecento viene raffigurata da Jean Robert Angò. In questo disegno vediamo la faretra e il vaso, ora perduto, proprio come l’aveva descritto Aldrovandi!

Avrete notato che però fonti diverse parlano talvolta di Apollo e talvolta di Cupido; cosa voleva rappresentare davvero Michelangelo? Le ipotesi sono molte e per questo il nome usato oggi è semplicemente “Giovane Arciere di Michelangelo”. Ma scopriamo insieme le motivazioni per cui potrebbe essere Apollo o Cupido.
Apollo
Questa divinità è associata agli elementi naturali che determinano il cambiamento delle stagioni; secondo la tradizione questi elementi erano contenuti in un vaso. Anche Apollo è un arciere e un episodio della sua gioventù racconta che avesse ucciso con una freccia il terribile drago/serpente Pitone.
Apollo, inoltre, è una divinità cara alla famiglia Medici, per cui Michelangelo lavora e da cui verrà sempre protetto. Apollo è, infatti, anche il dio della medicina e si legava così al cognome della famiglia. Probabilmente questa scultura era già stata realizzata a Firenze e poi portata a Roma poiché apprezzata da Jacopo Galli.

Cupido
Dio dell’amore e figlio di Venere, è l’arciere per eccellenza con le sue frecce che fanno innamorare. Spesso viene rappresentato come un giovane fanciullo, proprio come nella scultura, anche se non ha le sue tipiche ali. La presenza del vaso non si lega direttamente a Cupido, ma era un attributo tipico di Venere; oppure Michelangelo lo ha inserito come semplice decorazione visto che amava molto i vasi (li vediamo spesso nei suoi disegni e inseriti anche nell’architettura).

La faretra ha una forma particolare: è ricavata dalla zampa di un leone! Questo è un animale che si lega a Cupido poiché, secondo il mito, il fanciullo era in grado di domare i leoni, nonostante la sua giovane età, grazie alla forza dell’amore.
Un’altra ipotesi è che Michelangelo abbia voluto realizzare una scultura volutamente ambigua, in metamorfosi: un pò Apollo, un po’ Cupido e un po’ magari un’allegoria dell’Ingegno; le cui frecce rappresentano le capacità. Voi cosa ne pensate?
Analisi stilistica e confronti
Oggi il Giovane Arciere di Michelangelo manca della parte inferiore delle gambe, delle braccia e dell’arco; ma ciò che ci colpisce è comunque la sua vitalità, il movimento della gamba sinistra in avanti, il busto e la testa che ruotano. Il movimento è dato dal gesto di stare per prendere una freccia con la mano sinistra per poi tirarla. In questo modo avrebbe tenuto l’arco con la mano destra come farebbe un mancino come Michelangelo. Tra le frecce vediamo un foro che probabilmente era stato realizzato per contenere una vera freccia d’oro andata perduta.
Il corpo da adolescente, esile, l’equilibrio sbilanciato, i gesti che coinvolgono tutto il corpo, sono elementi caratteristici di Michelangelo in questa fase. Possiamo confrontarlo con il Crocifisso Ligneo della chiesa di Santo Spirito o con il San Giovannino di Ubeda; ma anche in pittura vedremo la posa a serpentina della Vergine che si ruota all’indietro nel Tondo Doni.



Il Giovane Arciere è oggi di proprietà degli Affari Esteri francesi, ma dal 21 luglio 2021 sarà esposto al Castello Sforzesco di Milano in occasione della mostra “Il corpo e l’anima, da Donatello a Michelangelo“!